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Perché iscriversi alla SSST - Intervista a a Daniele Proverbio, studente di Fisica

Pubblicato: Lunedì 13 marzo 2017

Perché iscriversi alla SSST?
Lo abbiamo chiesto a Daniele Proverbio, studente di Fisica.

upload_proverbio_sito.jpg«La Scuola mi ha insegnato a dialogare: con tutti, indipendentemente dal campo di provenienza, confrontandomi su terreni comuni e ragionando su quelli ignoti, cercando di apprendere aspetti e metodologie di discipline diverse. E poi la gestione del tempo. Non è affatto banale riuscire a coniugare vari impegni e richieste di alti risultati, ma la Scuola pone le condizioni affinché ogni studente impari a rispettare le consegne».

Prima di tutto che corso di studio frequenti
Sto terminando l’ultimo anno della laurea triennale di Fisica.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a frequentare/scegliere la Scuola?
La curiosità di fondo che mi ha sempre spinto a proseguire gli studi ha trovato naturale sbocco nella Scuola, che mi ha permesso di uscire dalla ristrettezza di un unico corso di laurea, ampliando l’orizzonte delle possibilità di apprendimento. Inoltre la Scuola rappresentava una promessa di indipendenza e di sfida, gli stimoli che cercavo una volta terminato il liceo.

Usufruisci del posto in collegio? Se sì, che vantaggi ne trai?
Usufruisco da tre anni del posto alla residenza Edisu Cavour: un’esperienza fantastica. Non solo permette di vivere comodamente a pochi passi dall’Università e di acquisire indipendenza, ma è una realtà che connette molteplici personalità e le fa interagire. Lo scambio che si ha con ragazzi provenienti dalle più disparate facoltà è eccezionale sia per la possibilità di allargare dialoghi e condividere conoscenze, sia per il divertimento che si vive. È la battuta scambiata in cucina, o la partita a biliardino, che fanno apprezzare ancora di più la scelta di vita universitaria e contribuiscono ad aumentare l’entusiasmo di ogni giorno.

Quale valore aggiunto ti dà frequentare la Scuola?
Che cosa ti aspetti, anche dal punto vista delle opportunità lavorative?
L’Università è un’istituzione che dà, mentre lo studente segue e assorbe. La Scuola suggerisce, e lo studente è invitato a scegliere e gestire. È un processo di crescita sommerso, ma di valore incalcolabile, che emerge nel momento in cui ci si affaccia al mondo lavorativo.
Al momento sto seguendo uno stage in un gruppo di ricerca: mi accorgo che questa capacità di decidere in autonomia dopo un attento vaglio dei problemi, e di sapermi relazionare con varie personalità, è fondamentale per aspirare alla massima produttività e soddisfazione in ciò che faccio.
Mi aspetto, quindi, che queste caratteristiche affinate pian piano mi aiutino a interfacciarmi al meglio con ogni richiesta che verrà fatta nel mondo post università.

Che cosa ti insegna/ti ha insegnato la Scuola?
La Scuola mi ha insegnato molte cose, sia come conoscenze che sotto forma di esperienza. Ci sono, però, due aspetti che ritengo superiori a tutto. Innanzitutto la Scuola mi ha insegnato a dialogare: con tutti, indipendentemente dal campo di provenienza, confrontandomi su terreni comuni e ragionando su quelli ignoti, cercando di apprendere aspetti e metodologie di discipline diverse.
Secondo, la gestione del tempo; per quanto scontato può sembrare, non è affatto banale riuscire a coniugare vari impegni e richieste di alti risultati. La Scuola pone le condizioni affinché ogni studente impari a rispettare le consegne, a profittare al meglio del tempo a disposizione, e a trovarne anche un po’ per sé.

Ultimo aggiornamento: 10/04/2017 15:16