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Oggetto:

Sonno e Sogno (II SEM)

Oggetto:

Sleep and dreaming

Oggetto:

Anno accademico 2021/2022

Codice attività didattica
INT 1453
Docenti
Dott. Alessandro Cicolin (Referente)
Prof.ssa Antonella Granieri
Gianluca Cuozzo
Prof.ssa Cecilia Pennacini
Prof. Lorenzo Priano
Dott. Alessandra Giordano
Francisco José Martín Cabrero
Corso di studio
Corso SSST
Periodo
Secondo semestre
Tipologia
A scelta dello studente
Crediti/Valenza
6 (36 ore)
SSD attività didattica
M-PSI/07 - psicologia dinamica
Lingua
Italiano
Frequenza
Obbligatoria
Oggetto:

Sommario del corso

Oggetto:

Obiettivi formativi

Il sonno è un fenomeno attivo generato dal cervello ma che coinvolge l’intero organismo. Il sonno ed il sogno svolgono funzioni essenziali per il benessere psicofisico dell’individuo. Il corso ha lo scopo di:

  • fornire le basi anatomofunzionali per comprendere il funzionamento del sonno e dell’attività onirica normale e patologica
  • aprire un percorso di riflessione critica sugli elementi fondanti il pensiero onirico all’interno di una cornice psicoanalitica (classica e contemporanea) e cognitivistica
  • analizzare i rapporti antropologici ed etnografici tra società, sogno e psichismo con particolare riguardo alle popolazioni africane, andine ed europee
  • di potenziare il pensiero critico e la riflessione autonoma su snodi decisivi dello sviluppo della filosofia contemporanea.

Sleep is an active phenomenon generated by the brain but which involves the whole organism. Sleep and dreams perform essential functions for the psychophysical well-being of the individual. The course aims to:

- provide the anatomical and functional bases to understand the functioning of sleep and normal and pathological dream activity

- open a path of critical reflection on the founding elements of dream thinking within a psychoanalytic (classical and contemporary) and cognitive framework

- analyze the anthropological and ethnographic relationships between society, dreams and psychism with particular regard to African, Andean and European populations

- strengthen critical thinking and autonomous reflection on decisive milestones in the development of contemporary philosophy.

Oggetto:

Programma

Modulo 1 - Le basi biologiche del sonno e del sogno.

Docenti: Alessandro Cicolin (6 ore), Lorenzo Priano (3 ore)

Il sonno normale: definizione del sonno, aspetti fisiologici (fasi REM e non REM, cicli del sonno), strutture anatomiche coinvolte nella genesi e nella regolazione del sonno e della veglia (organizzazione circadiana, ultradiana e omeostatica, livelli di vigilanza), funzioni del sonno; sistemi di registrazione ed analisi del sonno (tradizionali ed avanzati). 

Attività mentale nel sonno: il sogno (definizione, anatomofisiologia, aspetti funzionali).

Il sonno patologico: i principali disturbi del sonno, le conseguenze organiche, sociali ed economiche dei disturbi del sonno.

I comportamenti automatici nel sonno (sonnambulismo ed altre parasonnie): considerazioni fisiologiche e forensi.

Modulo 2 - Il lavoro onirico in psicoanalisi: dalle origini alle aperture contemporanee. 

Docenti: Antonella Granieri (6 ore), Alessandra Giordano (3 ore)

L’ascolto onirico è fattore strutturale clinico che organizza il discorso sull’interpretazione dei sogni. Un ascolto specialistico, impegnativo tanto per il paziente, che nel percorso analitico si allena alle libere associazioni, quanto per l’analista, che diviene in grado di attenzione fluttuante verso il materiale portato dal suo paziente. La riflessione sull’interpretazione dei sogni pone al centro l’ascolto come parte essenziale della cura ed è sempre fattore mutativo in una analisi. Il sogno, infatti, rappresenta un punto di partenza preferenziale nel viaggio verso la condivisione di quell’arte del curare intesa come attenzione che l’analista deve diventare in grado di porgere all’altro che è il paziente, a partire dall’ascolto di ciò che proviene dal suo mondo interno per arrivare alla possibilità del sogno di indicare l’esatto momento affettivo in atto tra paziente e analista nella seduta.

Il contenuto onirico è un prodotto dell’individuo basato sull’interazione tra realtà ed emozioni che contribuisce a formare la sua memoria storica in un continuo divenire. Lo studio del sogno attraverso sistemi di codifica consente di analizzare l’effetto sul contenuto onirico di eventi simili sul piano culturale in individui diversi.

 

Modulo 3 - Antropologia del sogno e del sonno.

Docenti: Roberto Beneduce (3 ore), Arianna Cecconi (3 ore), Cecilia Pennacini (3 ore)

Etnografie dell’esperienza onirica.
Lo studio del sogno non occupa in antropologia, a differenza di altri temi (culti di possessione, terapie tradizionali, riti di iniziazione, forme del religioso, ecc.), un ruolo centrale, sebbene la sua analisi abbia costituito da sempre uno dei territori più fecondi non solo per lo studio del rapporto fra società e psichismo, fra “pensiero primitivo” Lévy-Bruhl) ed esperienza onirica, ma anche per il dialogo interdisciplinare fra antropologia, surrealismo e psicoanalisi o lo sviluppo delle ricerche sull’antropologia della coscienza. Uno dei problemi maggiori è costituito però dalla difficoltà di assumere la nozione di “sogno” alla stregua di un concetto univoco. Lo dimostra l’estrema fluidità, in letteratura dei confini esistenti fra termini come “visione”, “profezia”, “sogno”, “visione oniroide”, “visione psichica”, “esperienza allucinatoria”, ecc. Dopo aver evocato alcuni dei maggiori problemi epistemologici nello studio antropologico del sogno, intendo esplorare casi esemplari, alcuni dei quali tratti dalla mia etnografia (Mali, Camerun, Mozambico), e inerenti in particolare a due profili: a. l’intreccio di temporalità distinte che il sogno mette in scena (il sogno è una finestra sul passato, ma in molte società anche e soprattutto sul futuro, incontrando naturalmente il campo della divinazione e della profezia, e la sfera del politico); b. le peculiari ontologie dell’esperienza e del corpo, e le diverse cosmopolitiche che il “sogno” rivela.
“Quando i sogni raccontano la guerra": un'etnografia sulla notte nelle Ande Peruviane
Se sognare è un'attività universale, in ogni tempo e luogo si sognano cose diverse, e diverse sono le interpretazioni, il modo di vivere quest'esperienza e l'importanza che gli viene data. “I sogni vengono da fuori”, dicono i comuneros quechua che vivono sulle Ande peruviane. A partire da una ricerca etnografica nata in Peru e poi continuata in Europa, si tratterà di rimettere in discussione la dicotomia sogno- realtà, interiorità-esteriorità, individuale-collettivo. La regione andina di Ayacucho, in cui si è svolta questa etnografia, è stata l'epicentro negli anni 80-90 del conflitto armato tra il movimento maoista Sendero Luminoso e l'esercito peruviano ed è a partire dei sogni che ci si avvicinerà alla memoria di questa guerra. I morti e i desaparecidos continuano a raccontare la loro storia e a interagire con i parenti sopravvissuti attraverso le visite oniriche. I sogni nel contesto post-violenza non rappresentano solo testimonianze di traumi individuali, ma esperienze collettive che aiutano a comprendere un contesto socio-culturale e spingono a dilatare la categoria di “storia” alla vita notturna e onirica.
Il sonno come pratica socio-culturale: insonnie e sogni nella periferia marsigliese
Marcel Mauss è stato il primo antropologo ad attirare l’attenzione su quelle che chiamava le “tecniche del sonno” (1936) mostrando come l’attività del dormire non potesse essere considerata naturale, poiché si struttura e prende forme diverse secondo i luoghi di vita e i contesti socio-culturali. Se il sonno è stato un tema poco studiato dall’antropologia, oggi è diventato sempre più un problema di salute pubblica che ha importanti conseguenze sulla qualità di vita delle persone. In questo intervento si parlerà di un'etnografia sui sogni e il sonno nata nel 2013 nella periferia marsigliese e di una ricerca azione nata dall’incontro tra un centro centro comunitario, un’antropologa e il "centro del sonno" di un ospedale marsigliese. In un quartiere multietnico, dove la precarietà e il degrado delle abitazioni caratterizzano la vita diurna degli abitanti, come ci si può abbandonare al sonno? Le interlocutrici principali di questa etnografia sono madri che hanno vissuto esperienze migratorie e che si trovano spesso da sole a dover insegnare ai loro figli a dormire.
Sogni, trance e possessione spiritica nell'Africa dei Grandi Laghi
In molte culture africane la dimensione onirica svolge un ruolo importante nella creazione di cosmologie in cui spiriti di antenati, capi o altri esseri soprannaturali convivono con i viventi determinandone in larga misura le sorti. Nell’Africa dei Grandi Laghi, i medium dell’antico culto di possessione Kubandwa utilizzano sistematicamente i sogni, le visioni e la trance per “mettere in scena” l’universo spirituale, traendo da esso il potere di curare e fare divinazioni. In questo modo l’immaginario religioso assume una concretezza e una realtà direttamente percepibile ai sensi, consentendo di mantenere vivi e presenti i legami con il passato e con i defunti. L’uscita dal Sé e l’alterazione della coscienza - ottenuta grazie a tecniche musicali e coreutiche – sono dunque sistematicamente ricercate poiché consentono agli specialisti religiosi di riconnettersi agli spiriti garantendo così il benessere della comunità. L’arrivo nella seconda metà del XIX secolo delle “religioni del Libro” non ha scardinato questo meccanismo, che è stato invece ricompreso nella liturgia cristiana sotto forma di esperienze estatiche divenute centrali nelle chiese pentecostali. L’esigenza di creare vivide rappresentazioni di mondi immaginari a cui potersi abbandonare riemerge più recentemente nella mediatizzazione e digitalizzazione delle pratiche religiose.

 

Modulo 4 - Un tratto distintivo della filosofia del Novecento: dall’idea di progetto all’idea di sogno. Dal sogno all’utopia.

Docenti: Francisco Martin Cabrero (4,5 ore), Gianluca Cuozzo (4,5 ore)

È noto come il pittore Francisco de Goya intitolò uno dei suoi più celebri Caprici in modo ambiguo: Il sonno/sogno della ragione genera mostri. L'ambiguità sta nel fatto che in spagnolo la parola ‘sueño’ ha il doppio senso di sonno e di sogno. Si cercherà quindi d’indagare quella duplicità attraverso un movimento del pensiero che chiarisca se il pittore spagnolo intendesse che era il sonno della ragione a generare mostri o se non sia piuttosto il sogno della ragione a crearne. Dov’è il pericolo, quando la ragione dorme o quando, sveglia, procede da sé, con le proprie fantasticherie, come se non vi fosse altra realtà che la propria immaginazione? Si andrà alla ricerca di alcune fonti classiche: Il sogno di Scipione di Cicerone e il commento che ne fanno Juan Luis Vives, nel Rinascimento, e Ortega y Gasset, nel Novecento. Sarà poi determinante  tentare di descrivere un tratto distintivo del pensiero novecentesco in riferimento al passaggio, di grande rilievo nella scuola orteghiana, dall’idea di progetto (propria della ragione vitale di Ortega) all'idea di sogno (propria della ragione poetica di María Zambrano). 

È singolare che gran parte del pensiero utopico, che sarà decisivo per lo sviluppo delle ideologie politiche e rivoluzionarie affermatesi tra Otto e Novecento, prenda spunto dal tema del sonno/sogno, come forma di pensiero alternativo a quello descrittivo/razionale. Dal papa umanista Pio II (Enea Silvio Piccolomini, ideatore, con l’architetto Rossellino, della città ideale di Pienza) a Leonardo da Vinci, Thomas More e a Campanella, l’utopia prende la forma della materializzazione di un sogno o di un viaggio fantastico (alla stregua di un sogno a occhi aperti). Il sogno, in questo caso ha a che vedere con ciò che Fredric Jameson chiama jouissance, la potenza del desiderio di felicità che trova la propria materializzazione nella Science Fiction, nella rêverie e in alcuni tratti dell’immaginario politico. Non è allora causale se nel Novecento due tra i massimi pensatori che hanno fatto riferimento al pensiero utopico, Walter Benjamin ed Ernst Bloch, pongano l’utopia in stretta dipendenza dal sogno: uno per criticarla (in quanto l’utopia capitalistica risulterebbe un sogno aberrante, che riporta la coscienza alla follia e al mito, alla stregua di Goya); l’altro per proporre un’utopia radicale alternativa al presente, che sappia trasformare la rêverie in un vero e proprio programma d’azione. 

Module 1 - Biological basis of sleep and dreaming.

Teaching staff: Alessandro Cicolin (6 hours), Lorenzo Priano (3 hours)

Normal sleep: definition of sleep, physiological aspects (REM and non-REM phases, sleep cycles), anatomical structures involved in the genesis and regulation of sleep and wakefulness (circadian, ultradian and homeostatic organization, levels of alertness), sleep functions; sleep recording and analysis systems (traditional and advanced).

Mental activity in sleep: dreaming (definition, anatomophysiology, functional aspects).

Pathological sleep: the main sleep disorders, the organic, social and economic consequences of sleep disorders.

Automatic behaviors in sleep (sleepwalking and other parasomnias): physiological and forensic considerations.

 

Module 2 - The dream work in psychoanalysis: from origins to contemporary openings. 

Teaching staff: Antonella Granieri (6 hours), Alessandra Giordano (3 hours)

 

Oneiric listening is a clinical structural factor that organizes the discourse on the interpretation of dreams. A specialist listening, demanding both for the patient, who trains in free associations in the analytic process, as for the analyst, who becomes capable of floating attention towards the material carried by his patient. Reflection on the interpretation of dreams places listening at the center as an essential part of treatment and is always a mutative factor in an analysis. The dream, in fact, represents a preferential starting point in the journey towards sharing that art of healing understood as the attention that the analyst must become able to give to the other who is the patient, starting from listening to what comes from his internal world, to arrive at the possibility of the dream of indicating the exact emotional moment ce between patient and analyst in the session.

The dream content is a product of the individual based on the interaction between reality and emotions that helps to shape his historical memory in a continuous evolution. The study of dreams through coding systems allows us to analyze the effect on the dream content of similar cultural events in different individuals.

 

Module 3 - Anthropology of dreams and sleep.

Teaching staff: Roberto Beneduce (3 hours), Arianna Cecconi (3 hours), Cecilia Pennacini (3 hours)

Ethnographies of the dream experience.
Unlike other themes (possession cults, traditional therapies, initiation rites, forms of the religious, etc.), the study of dreams does not occupy a central role in anthropology, although its analysis has always constituted one of the most fruitful not only for the study of the relationship between society and psychism, between “primitive thought” Lévy-Bruhl) and dream experience, but also for the interdisciplinary dialogue between anthropology, surrealism and psychoanalysis or the development of research on the anthropology of consciousness. One of the major problems, however, is constituted by the difficulty of assuming the notion of "dream" as a unique concept. This is demonstrated by the extreme fluidity, in the literature, of the boundaries between terms such as "vision", "prophecy", "dream", "dream vision", "psychic vision", "hallucinatory experience", etc. After having evoked some of the major epistemological problems in the anthropological study of dreams, I intend to explore exemplary cases, some of which are taken from my ethnography (Mali, Cameroon, Mozambique), and inherent in particular to two profiles: a. the intertwining of distinct temporalities that the dream stages (the dream is a window on the past, but in many societies also and above all on the future, naturally encountering the field of divination and prophecy, and the sphere of the political); b. the peculiar ontologies of experience and of the body, and the different cosmopolitics that the "dream" reveals.
“When dreams tell the war”: an ethnography about the night in the Peruvian Andes
If dreaming is a universal activity, different things are dreamed in every time and place, and the interpretations, the way of living this experience and the importance that is given to it are different. “Dreams come from outside”, say the Quechua comuneros living in the Peruvian Andes. Starting from an ethnographic research born in Peru and then continued in Europe, it will be a question of questioning the dichotomy dream-reality, interiority-exteriority, individual-collective. The Andean region of Ayacucho, where this ethnography took place, was the epicenter in the 80-90s of the armed conflict between the Maoist movement Sendero Luminoso and the Peruvian army and it is starting from dreams that we will approach memory of this war. The dead and disappeared continue to tell their story and interact with surviving relatives through dream visits. Dreams in the post-violence context represent not only testimonies of individual traumas, but collective experiences that help to understand a socio-cultural context and push us to expand the category of "history" to night and dream life.Sleep as a socio-cultural practice: insomnia and dreams in the Marseille suburbs
Marcel Mauss was the first anthropologist to draw attention to what he called the "sleep techniques" (1936) by showing how the activity of sleeping could not be considered natural, since it is structured and takes different forms according to the places of life and socio-cultural contexts. If sleep has been a subject little studied by anthropology, today it has increasingly become a public health problem that has important consequences on people's quality of life. This talk will talk about an ethnography on dreams and sleep born in 2013 in the suburbs of Marseille and an action research born from the encounter between a community center, an anthropologist and the "sleep center" of a Marseille hospital. In a multi-ethnic neighborhood, where the precariousness and degradation of housing characterize the daytime life of the inhabitants, how can we indulge in sleep? The main interlocutors of this ethnography are mothers who have lived through migratory experiences and who often find themselves having to teach their children to sleep alone.
Dreams, trance and spirit possession in the Africa of the Great Lakes
In many African cultures the dream dimension plays an important role in the creation of cosmologies in which spirits of ancestors, leaders or other supernatural beings coexist with the living, largely determining their fate. In the Africa of the Great Lakes, the mediums of the ancient Kubandwa possession cult systematically use dreams, visions and trance to "stage" the spiritual universe, drawing from it the power to heal and divination. In this way, the religious imaginary takes on a concreteness and a reality directly perceptible to the senses, allowing the links with the past and the dead to be kept alive and present. The exit from the Self and the alteration of consciousness - obtained thanks to musical and dance techniques - are therefore systematically sought because they allow religious specialists to reconnect with the spirits thus ensuring the well-being of the community. The arrival in the second half of the nineteenth century of the "religions of the Book" did not undermine this mechanism, which was instead included in the Christian liturgy in the form of ecstatic experiences that have become central in Pentecostal churches. The need to create vivid representations of imaginary worlds to which one can abandon oneself has re-emerged more recently in the mediation and digitization of religious practices.

 

Module 4 - A distinctive feature of the philosophy of the twentieth century: from the idea of a project to the idea of a dream. From dream to utopia.

Teaching staff: Francisco Martin Cabrero (4,5 hours), Gianluca Cuozzo (4,5 hours)

It is known how the painter Francisco de Goya ambiguously titled one of his most famous Capricis: The sleep / dream of reason generates monsters. The ambiguity lies in the fact that in Spanish the word 'sueño' has the double meaning of sleep and dream. We will therefore try to investigate that duplicity through a movement of thought that clarifies whether the Spanish painter meant that it was the sleep of reason that generated monsters or whether it was rather the dream of reason that created them. Where is the danger, when reason sleeps or when, awake, it proceeds by itself, with its own reveries, as if there was no other reality than its own imagination? We will go in search of some classic sources: Cicero's Dream of Scipio and the comment made by Juan Luis Vives, in the Renaissance, and Ortega y Gasset, in the twentieth century. It will then be crucial to try to describe a distinctive trait of twentieth-century thought in reference to the passage, of great importance in the Ortega school, from the idea of ​​project (typical of Ortega's vital reason) to the idea of ​​dream (typical of María Zambrano's poetic reason) )

 

 

Oggetto:

Modalità di insegnamento

Lezioni ed esercitazioni

Lectures and workshops

Testi consigliati e bibliografia



Registrazione
  • Chiusa
    Apertura registrazione
    10/01/2022 alle ore 00:00
    Chiusura registrazione
    21/02/2022 alle ore 23:59
    Oggetto:
    Ultimo aggiornamento: 21/07/2021 14:57
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