30/5 POST-Forum Coscienza psichedelica

Pubblicato: Domenica 25 maggio 2025

venerdì 30 maggio - ore 16:45
Conferenza POST-FORUM “COSCIENZA PSICHEDELICA”
Aula 4 Einaudi, Campus Luigi Einaudi

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PSICHEDELICI E FINE VITA
con la dottoressa Tania Re e la testimonianza di Andrea Siclari
In collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni

Con la dottoressa Tania Re esploriamo il potenziale degli psichedelici come strumenti terapeutici nel contesto delle cure palliative e del fine vita, partendo da esperienze cliniche e studi internazionali. Si affronterà la relazione tra medicina moderna e tradizioni ancestrali, con particolare riferimento ad alcuni rituali indigeni. L’obiettivo è promuovere una visione integrata dell’accompagnamento alla morte, in cui spiritualità, scienza e psicoterapia si incontrano per restituire dignità e senso all’ultimo tratto della vita.

Tania Re è psicoterapeuta della Gestalt, psicologa clinica e di comunità. Ha ottenuto un dottorato presso l’università Salesiana di Roma con una tesi sulle dipendenze comportamentali e un dottorato in ambito antropologico presso l’Università di Extremadura in Spagna. Si è specializzata in Psicoterapia Assistita con Psichedelici (PAP) presso il CIIS (California Institute of Integral Studies) di San Francisco.
La sua ricerca di campo si realizza in Sud America nelle comunità indigene studiando le medicine tradizionali, le piante e i riti di cura. Negli ultimi anni ha focalizzato i suoi interessi di ricerca sugli Stati Non Ordinari di Coscienza e sullo studio delle “Piante Maestre” in ambito terapeutico.
In Italia promuove l’utilizzo terapeutico delle sostanze psicoattive in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni di cui è Consigliera; in ambito europeo è parte del Comitato Scientifico della Fondazione Psyres a Praga per la diffusione clinica degli psichedelici.

SCIAMANESIMO E SOSTANZE PSICOATTIVE, UN CONNUBIO POSSIBILE?
con la professoressa Lia Zola

L'intervento della professoressa Zola prende in considerazione il ruolo delle sostanze psicoattive da un punto di vista culturale, presentando come caso studio lo sciamanesimo. In diverse società in cui è presente lo sciamanesimo, gli sciamani, per entrare nel mondo sottile, assumono sostanze psicoattive. Quello che spesso nelle culture occidentali viene erroneamente percepito come una forma di dipendenza, nelle ontologie native rappresenta il culmine di un percorso di "educazione". La professoressa Zola ci aiuterà a comprendere come la componente culturale in tali pratiche rivesta un ruolo fondamentale.

Lia Zola è Professore Associato di Antropologia Culturale presso l'Università di Torino. Ha svolto indagini sul campo in Siberia orientale e nei contesti alpini dell'Italia nord-occidentale; i suoi interessi di ricerca includono lo sciamanesimo in Siberia, l'antropologia multispecifica e in particolare il rapporto uomo-animale.
Tra le ultime pubblicazioni: Sempre più umano, sempre meno animale: il lupo tra antropomorfismo e narrativa (articolo, 2025); Is This the Same Nature we Used to Know? Assessing Local Knowledge in the Sakha Republic (articolo, 2024); Souvenirizing shamanism: crafts, artifacts and mimesis in Eastern Siberia (articolo, 2022).

Ultimo aggiornamento: 07/06/2025 11:51
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